PAGAMENTO ADDETTO ALLA PULIZIA SCALA A MEZZO VOUCHER?

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Questo argomento contiene 4 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da Stan Lee Stan Lee 2 anni, 6 mesi fa.

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  • #6308
    maurizio castellana
    maurizio castellana
    Partecipante

    Qualche condomino dello stabile in condominio che amministro mi ha palesato la possibilità di “assumere” tramite i voucher colui che lava la scala periodicamente, abbattendo gli eventuali costi per l’impresa e di conseguenza anche per il condominio. Che ne pensate?

  • #6322
    massimo diaco
    massimo diaco
    Partecipante

    Vista la natura giuridica e la finalità dei voucher, sono in totale disaccordo all’eventualità di affidare la pulizia dello stabile ad altri che non siano ditte regolarmente registrate, con regolare Partita Iva.

    Se si intende abbassare i costi del servizio, si pensi eventualmente ad una riduzione della cadenza settimanale o mensile.

  • #6323
    massimo diaco
    massimo diaco
    Partecipante

    E.c. in totale disaccordo riguardo all’eventualità…..

  • #6325
    valentina spada
    valentina spada
    Partecipante

    Forse l’idea è quella che il condominio retribuisca tramite i voucher direttamente l’operaio escludendo la ditta, con una riduzione dei costi per lo stesso condominio.

  • #6377
    Stan Lee
    Stan Lee
    Partecipante

    La risposta mi pare debba essere negativa.
    Il pagamento attraverso ‘buoni lavoro’ (voucher) è possibile infatti solo per il lavoro accessorio, che è una particolare modalità di prestazione lavorativa la cui finalità è quella di regolamentare quelle prestazioni lavorative, definite appunto ‘accessorie’, che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario, e tutelare situazioni non regolamentate.
    Ci sono indiscutibili vantaggi per il committente (che può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, senza rischiare vertenze sulla natura della prestazione e senza dover stipulare alcun tipo di contratto), e per il prestatore (che può integrare le sue entrate attraverso queste prestazioni occasionali, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato, ed è inoltre, cumulabile con i trattamenti pensionistici e compatibile con i versamenti volontari).
    Ma il lavoro occasionale è però una tipologia di tipo “autonomo”, nel senso che non presuppone vincoli di subordinazione tra committente e lavoratore, che organizza la propria attività in maniera indipendente , ha libertà di scelta circa le modalità di esecuzione e non è legato a orari rigidi e predeterminati. Sinteticamente, è un rapporto di lavoro:
    •“sporadico”, ovvero non caratterizzato da continuità;
    •“non professionale”: i soggetti iscritti ad albi professionali non possono svolgere lavori occasionali che abbiano come oggetto l’attività tutelata dall’albo stesso;
    •“non organizzato”: il lavoratore occasionale non opera all’interno del ciclo produttivo dell’attività e non deve necessariamente coordinare la propria prestazione con le esigenze organizzative del committente.
    In verità, non può essere valutato occasionale l’impiego di un lavoratore addetto alla pulizia in un condominio al limite anche in una residenza estiva che, anche solo da maggio a settembre, svolga con “frequenza” il proprio ruolo.
    Solo qualora, invece, l’attività sia esercitata solamente all’evenienza, al di fuori di un ciclo persistente e reiterato con costanza, con prestazioni svincolate l’una dall’altra, o in un arco di tempo circoscritto, si può parlare certamente di lavoro occasionale.

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