LA RIPARTIZIONE DELLE SPESE DELL’AUTOCLAVE

“Spett.le TEAMACAI,
formulo la presente per chiedere un chiarimento in ordine alla ripartizione di spese gestione autoclave. Il condominio  è costituito sia  da appartamenti  che da  locali commerciali e deposito a piano terra. Il proprietario del locale commerciale è titolare di un proprio contratto di fornitura acqua. Quesito:  “Il proprietario del locale commerciale deve contribuire  alle spese ordinarie e/o straordinarie per la gestione autoclave del condominio?” Potete cortesemente indicarmi la normativa di riferimento o eventualmente sentenze giustificative della soluzione che vorrete propormi? Grazie. Cordiali saluti. S.D.”
Stimata associata,
la questione è delle più spinose, perché bisogna fare ricorso alle regole del buon senso per trovare una soluzione appagante per tutti.
In generale, deve dirsi che l’autoclave rientra tra i manufatti di cui al n.3 dell’art.1117 c.c., essendo un elemento dell’impianto idrico, per cui tutti vi devono contribuire.
Quanto alla questione del proprietario del locale commerciale che ha un proprio contratto di fornitura, bisogna sapere se lo stesso è o meno staccato dall’impianto condominiale e, in caso affermativo, se si tratta di distacco originario ovvero sopravvenuto (cioè, se il condominio è nato o meno così).
Nel secondo caso (distacco sopravvenuto) certamente possiamo applicare i principi di cui all’art.1118 c.c., che regolamentano le conseguenze della rinuncia ad una parte comune e del distacco dall’impianto di riscaldamento; nel primo caso (nascita separata degli impianti), invece, è ben vero che ci troveremmo apparentemente di fronte ad un cd. condominio “parziale” sull’impianto idrico che serve gli altri, ma è anche vero che tale impianto, anche se in minima parte, serve anche quel condomino per la fornitura di acqua, e ciò per l’acqua usata a fini prettamente condominiali al fine di lavare le parti comuni (androne, scale, cortile, lastrico, etc., tutti certamente di proprietà anche del condomino “separato”) ed eventualmente dare acqua alle piante, etc. etc.. In tal caso, trova applicazione il terzo comma dell’art.1123 c.c., trattandosi di bene destinato a servire i condomini in misura differenziata, per cui deve ritenersi che una seppur piccola parte di spesa, ordinaria come straordinaria, vada accollata anche a tale unità immobiliare.
La misura di questa parte è difficile da determinare a priori, parendo chiaro però che non possa applicarsi tout court la tabella di proprietà generale ai sensi dell’art.1123 1° comma, dovendosi invece comunque fare applicazione del 3° comma di tale articolo al fine di trovare un giusto equilibrio tra le utilità che ciascuno trova da tale bene, che serve i condomini in misura differenziata.
Migliori Saluti
(6 m.ti w-l)

TEAMACAI

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